La laurea dopo 150 anni. Che bella vittoria per le sette scienziate di Edimburgo – Repubblica.it

La laurea dopo 150 anni. Che bella vittoria per le sette scienziate di EdimburgoSophia Jex-Blake (foto: Margaret Todd via Wikimedia] Si iscrissero alla facoltà di Medicina ma furono avversate dalla società maschilista. Pochi mesi fa il riconoscimento nel Regno Unitodi GABRIELLA GREISONABBONATI A27 settembre 2019SONO sette donne, sette scienziate del Regno Unito. Sophia Jex-Blake, Matilda Chaplin, Isabel Thorne, Emily Bovell, Edith Pechey, Helen Evans, Mary Anderson Marshall. La loro storia non ci è molto familiare, come spesso accade per questi racconti di discriminati della scienza che vengono da molto lontano. Ma in questa vicenda c’è un epilogo interessante, è così bello che vale la pena partire dalla fine. Il post scriptum è stato scritto nei giorni nostri. Questa estate il Regno Unito ha attribuito sette lauree postume alle sette donne, che avevano avuto la loro immatricolazione all’università 150 anni fa, ma che la società maschilista aveva combattuto. Le prime sette donne che hanno frequentato la facoltà di medicina nella regione, ora hanno il loro certificato di laurea, grazie alla richiesta che hanno fatto alcuni studenti.La passione di SophiaSophia Jex-Blake era inglese, dell’East Sussex, data di nascita 1840. Aveva la passione per la scienza, le piaceva la medicina, decise di raggiungere gli Stati Uniti. Fece domanda di assunzione ad Harvard nel 1867, al New England Hospital, ma fu respinta. La presenza di donne non è consentita qui da noi, le dissero. Rientrò in Inghilterra, ma a fatica le aprirono le porte, anche solo per fare dei colloqui. Nessuna scuola medica inglese era pronta ad accettare studentesse di sesso femminile. Jex-Blake si ostinò, non si arrese, fino a che la Edinburgh University si convinse ad ammetterla. Ma aver convinto la segreteria o i dirigenti a prendere la sua iscrizione non era abbastanza, il tribunale dell’ateneo le si scagliò contro. Le regole non possono essere certo cambiate per l’interesse di una sola ragazza, le dissero. Il quotidiano The Scotsman fece un passo in direzione opposta, e varò una campagna a suo favore. Giorno dopo giorno pubblicarono articoli che esaltavano la necessità di un cambiamento, e che spinsero altre ragazze a tentare i test di ammissione.Sei donna? Paghi di piùNel novembre del 1869 ci riuscirono in sei. Sophia, Matilda, Isabel, Emily, Edith, Helen e Mary non ebbero però vita facile all’interno dell’università: dovettero pagare una retta più alta rispetto agli studenti maschi, e avevano restrizioni e divieti. Il personale universitario presente nella scuola aveva un ordine ben preciso: nessuna autorizzazione poteva permettere ai professori di insegnare alle donne. E così le sette donne si trovarono a fare i conti con le piccole vendette private da parte dei professori intransigenti, che fiorivano in ogni corridoio.Condividi  Le sette ragazze trovarono una scappatoia: si procurarono i testi e si prepararono a turno sugli argomenti di esame, autoimpartendosi lezioni, e valutandosi a vicenda. I risultati non tardarono ad arrivare. La loro preparazione era uguale, se non addirittura superiore, a quella dei colleghi maschi, lo dimostrarono i test e gli esami scritti che avevano potuto sostenere. Ma l’invidia, la rabbia, l’ostilità dei maschi divenne sempre più forte. In strada venivano insultate, prese in giro nei corridoi, derise, fino ad arrivare a delle vere e proprie aggressioni, non solo verbali.

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