Grande scoperta a Stonehenge, trovato un nuovo sito neolitico – Tgcom24

22 GIUGNO 2020 18:18
Grande scoperta a Stonehenge, trovato un nuovo sito neolitico
Si tratta di una struttura preistorica “unica” che forma un cerchio di due chilometri di diametro. Lʼannuncio dellʼUniversità scozzese di St. Andrews
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Stonehenge
Un anello di monoliti risalenti a oltre quattromila anni fa è stato scoperto vicino allo storico sito di Stonehenge, in Gran Bretagna. Gli scavi hanno portato alla luce un’area di circa due chilometri, formata da massi di dieci metri di diametro e cinque di larghezza che circondano l’antico insediamento di Durrington Walls, a tre chilometri da Stonenhenge. Secondo gli archeologi, il sito è di epoca neolitica ed era collegato allo storico luogo sacro.

Continua a riservare grandi sorprese Stonehenge, insomma, un luogo dove archeologia e “magia” si fondono e che da sempre attira visitatori da tutto il mondo nell’Inghilterra del Sud.

L’annuncio della scoperta arriva in concomitanza col solstizio d’estate che veniva celebrato ogni anno il 21 giugno, ma che proprio quest’anno era stato cancellato a causa della pandemia di coronavirus e delle misure di “lockdown'” Gli ultimi seguaci del druidismo hanno comunque di che festeggiare, grazie al lavoro di un pool di università britanniche: St Andrews, Birmingham, Warwick, Glasgow e la Trinity Saint David del Galles.

Le ricerche con le più moderne tecnologie, impensabili fino a qualche anno fa, hanno permesso di individuare i resti di un’area circolare di circa 2 chilometri, formata da 20 scavi di 10 metri di diametro e 5 metri di profondità – denominati “Durrington Shafts” (Pozzi di Durrington) – che circondano l’antico insediamento di Durrington Walls, a tre chilometri da Stonehenge. Potrebbe quindi trattarsi di un’antica area sacra collegata al sito centrale, in cui ogni giorno si affollano i visitatori in lunghe code. E sarebbe la struttura piu’ grande del periodo preistorico scoperta nel Regno Unito e realizzata dagli stessi uomini che avevano eretto i monumenti in pietra di Stonehenge.

Secondo il professor Richard Bates, dell’universita’ di St Andrews, “dalle ricerche emerge una società neolitica molto più complessa di come avevamo immaginato”. E ha aggiunto parlando alla Bbc: “Pratiche molto sofisticate dimostrano che quella gente era in connessione con gli eventi naturali molto più di quanto oggi noi possiamo solo immaginare”.

Un altro grande tassello si aggiunge quindi al mosaico dell’età della pietra che da decenni si tenta di ricostruire a Stonehenge. “E’ una scoperta eccezionale”, ha detto Nick Snashal, archeologo del National Trust, ente che custodisce il patrimonio storico e culturale britannico.

“Come luogo in cui i costruttori di Stonehenge vivevano e banchettavano, Durrington Walls è fondamentale per comprendere la storia più ampia di tutto il sito, e questa scoperta ci dà modo di apprendere nuovi aspetti delle vite e delle credenze religiose dei nostri antenati del neolitico”.

Le ultime ricerche sul sito avevano fatto emergere un mondo fatto di sontuosi banchetti, ricchi di cibi ricercati, come lo era a quel tempo la carne di suino. L’anno scorso era stato pubblicato in proposito un importante studio sulla rivista “Science Advance” riguardante le analisi compiute dagli scienziati sui resti di 131 maiali rinvenuti nei territori intorno al complesso megalitico. I risultati hanno permesso di ricostruire i movimenti delle comunità di esseri umani in Gran Bretagna nel Tardo Neolitico

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