Istruzione parentale e homeschooling


Vogliamo essere la scuola all’avanguardia e sempre aperta a tutte le idee e proposte, valutiamo possibilità che possano sviluppare le capacità di apprendimento dei nostri studenti, basandoci sulla nostra esperienza, sull’empatia e la valorizzazione di ogni studente singolo e rapportato al gruppo: non esiste lo studente sbagliato o giusto, esiste lo studente con le sue capacità, il suo carattere, le sue propensioni, le sue sicurezze e insicurezze. Il compito di noi insegnanti sta nell’insegnare il valore dello studio, la passione dell’apprendimento, il superamento delle incertezze e delle paure, la voglia di imparare per imparare, non solo per il voto. La votazione è necessaria per la valutazione dell’apprendimento, ma non deve essere uno scoglio insormontabile che provoca stress. La votazione è uno strumento, non un fine.

DTC attiva corsi per la scolarizzazione in lingue straniere in relazione all’educazione o istruzione parentale, ovvero seguire l’istruzione dei propri figli senza mandarli a scuola.

Molte persone sono convinte che l’istruzione obbligatoria fino ai 18 anni fosse possibile solo ed esclusivamente attraverso la scuola statale o paritaria legalmente riconosciute, ma non è vero: in Italia non è la scuola a essere obbligatoria ma l’istruzione. In Italia l’istruzione parentale è perfettamente legale ed è una delle possibilità di istruzione sancite nella nostra Costituzione. L’articolo 34 della Costituzione Italiana recita: L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. Quindi è l’istruzione ad essere obbligatoria, ma non la scuola”. Inoltre l’articolo 30 recita: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”. Sottolineando che l’istruzione dei propri figli è in primis una responsabilità dei genitori, non dello Stato. 

Al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendono avvalersi dell’istruzione parentale presentano comunicazione preventiva direttamente alla scuola primaria del territorio di residenza, dimostrando di possedere le competenze tecniche e i mezzi materiali per provvedere all’istruzione dell’alunno. Sulla base di tale dichiarazione, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo di istruzione viene effettuato mediante l’istruzione parentale, comunicando altresì ai genitori e agli esercenti la responsabilità genitoriale che, annualmente, l’alunno dovrà sostenere il prescritto esame di idoneità entro il 30 giugno, ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo n. 62 del 2017. Le domande di iscrizione all’esame di idoneità dovranno pervenire alle istituzioni scolastiche entro il 30 aprile dell’anno di riferimento.

Detto questo, anche se la nostra analisi non è al momento completa e soddisfacente, crediamo che questa possa essere una opportunità che molte famiglie adotteranno nel futuro.

Il MIUR stesso recita: “La scuola è aperta a tutti: lo dice espressamente l’articolo 34 della Costituzione.
Un’alternativa alla frequenza delle aule scolastiche è rappresentata infatti dall’istruzione parentale conosciuta anche come scuola familiare, paterna o indicata con i termini anglosassoni quali: homeschooling o home education. Tutte queste espressioni indicano la scelta della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli. I genitori qualora decidano di avvalersi dell’istruzione parentale devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola più vicina un’apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, circa il possesso della capacità tecnica o economica per provvedere all’insegnamento parentale. Il dirigente scolastico ha il dovere di accertarne la fondatezza. A garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore è tenuto a sostenere un esame di idoneità all’anno scolastico successivo. Più recentemente è stato stabilito che in caso di istruzione parentale, i genitori dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Questi studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione. La scuola che riceve la domanda di istruzione parentale è tenuta a vigilare sull’adempimento dell’obbligo scolastico dell’alunno. A controllare non è competente soltanto il dirigente della scuola, ma anche il sindaco.”

Alla luce di altre letture che abbiamo effettuato in relazione alla generale e scarsa conoscenza delle lingue straniere in seno alle scuole (“Inserito per legge già dalle elementari e obbligatorio come lingua di espressione per una delle materie della maturità, in realtà l’inglese resta uno dei punti deboli del nostro sistema scolastico: lo si studia poco e male ed è lasciato alle famiglie di provvedere a farlo imparare ai figli…. chi vorrà dimostrare la propria preparazione, dovrà rivolgersi a enti certificatori privati, o aspettare di sostenere l’esame all’università.) e attestato dalle prove invalsi degli anni passati (“Le carenze partono da lontano: «Alle medie, dove i livelli delle prove erano l’A1 e l’A2 (livelli «contatto» e «sopravvivenza» del sistema QCER), solo il 55% dei ragazzi è arrivato al livello più alto». Una forbice che si allarga, andando avanti…”), siamo convinti che lo studio delle lingue straniere verrà sempre più dirottato verso le scuole private e al superamento di esami certificati a livello internazionale, gli unici riconosciuti a livello universitario e lavorativo.

La scuola pubblica (si parla in linea generale, consapevoli che ogni istituto scolastico è diverso e che esistono molte strutture altamente qualificate) ha mostrato e dimostrato, soprattutto in questo periodo di emergenza, i suoi limiti e la necessità di un miglioramento e cambiamento radicale alla sua base che le scuole private capaci (anche qui siamo consapevoli che molte strutture private sono carenti e e poco professionali) hanno colto già da anni e stanno già, da anni, colmando.

Pochissimi istituti scolastici della zona del pinerolese hanno inserito una pagina dedicata per l’attivazione dell’istruzione parentale, e sono segnalate nel paragrafo seguente:

istruzione piemonte

ISTITUTO COMPRENSIVO PINEROLO V – CUMIANA

icperosaargentina

Potremmo noi scuole private, insieme ad una nuova visione da parte delle famiglie, essere la soluzione ai vuoti della scuola pubblica?