Credito scolastico e credito formativo

Il credito scolastico tiene conto del profitto strettamente scolastico dello studente, il credito formativo considera le esperienze maturate al di fuori dell’ambiente scolastico, coerenti con l’indirizzo di studi e debitamente documentate.
Il credito scolastico è un punteggio che si ottiene durante il triennio della scuola secondaria di II grado e che dovrà essere sommato al punteggio ottenuto alle prove scritte e alle prove orali per determinare il voto finale dell’esame di maturità.
Nell’attribuzione del credito scolastico, per gli alunni che frequentano regolarmente il 5° anno si tiene conto della normativa attuale (vedi la successiva Tabella A); nei casi di abbreviazione del corso di studi per merito, per l’anno non frequentato il credito è attribuito nella misura massima prevista dalla tabella A, in relazione alla media dei voti ottenuta nel penultimo anno. All’attribuzione del credito finale, che deve essere sommato ai voti ottenuti alle prove dell’Esame di Stato, concorrono: la media dei voti di ciascun anno scolastico, il voto in condotta, l’assenza o presenza di debiti formativi.
Il punteggio massimo così determinato è di 25 crediti.
Per i candidati interni l’attribuzione si basa sulla tabella seguente (Tabella A):

Per i candidati esterni il credito scolastico e formativo è attribuito dal Consiglio di Classe, sulla base di criteri stabiliti preventivamente.
I crediti scolastici possono essere integrati con i crediti formativi, attribuiti per attività extrascolastiche svolte in differenti ambiti (corsi di lingua, informatica, musica, attività sportive).
Il Collegio dei Docenti, per assicurare omogeneità nelle decisioni dei vari Consigli di Classe, e in relazione agli obiettivi formativi ed educativi dell’indirizzo di studi, individua i parametri che il Consiglio dovrà tenere in considerazione quando attribuirà i crediti. Il riconoscimento dei crediti formativi è riportato sul certificato allegato al diploma.

La legge prevede che “nella scuola secondaria di I e II grado, ai fini della validità dell’anno scolastico e per la valutazione degli alunni, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato.”
I giorni di assenza consentiti, dunque, sono all’incirca 50. In casi eccezionali, il Collegio dei Docenti può stabilire deroghe motivate a tale limite, a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione.
L’impossibilità di accedere alla valutazione, così come il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza (comprensivo delle deroghe riconosciute), comporta la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale. Il Consiglio di Classe accerta queste circostanze in una fase preliminare e le verbalizza.

in allegato troverete il documento completo redatto dal MIUR